5 novembre 2020

Data:
05 Novembre 2020

Con l’uscita dell’ordinanza del Ministro della salute che individua le zone a rischio del Paese, mettendo la Lombardia in zona rossa (rischio alto e massima gravità), scattano da domani le nuove e più stringenti misure anti Covid.

Chiusi i bar e ristoranti, chiusura di buona parte degli esercizi pubblici e al dettaglio ad eccezione di quelli contemplati nell’allegato 23  del DPCM, didattica a distanza anche per gli alunni di seconda e terza media – e quindi nella nostra scuola S. Giovanni XXIII andranno solo i "primini" -  e soprattutto pesanti limiti alla libera circolazione non solo tra le regioni ma anche fra comuni e all’interno dei singoli comuni, salvo che per gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Per cui scatta di nuovo la stesura dell’autocertificazione come in primavera, il cui modulo è disponibile sui siti internet ministeriali e anche presso gli uffici comunali.

In queste ore noi sindaci con l’ausilio della Prefettura stiamo mettendo a punto tutte le situazioni e i casi specifici, cosa si può fare e cosa non si può fare, ma è indubbio che ci siano ancora molte problematiche da definire, perché non tutte riconducibili a quelle contemplate nel lockdown della prima ora.

Ad esempio l’apertura dei parrucchieri – che nel lockdown erano chiusi- pone il quesito se si possa andare a sistemare i capelli dal solito negozio fuori paese o se si debba per forza andare presso il parrucchiere del paese.

L’interpretazione prevalente per ora  è la stessa che per i supermercati, e cioè si può uscire dal paese a fare la spesa solo se in loco non esiste un supermercato.

In sostanza far la spesa è una necessità, andar dal parrucchiere è entrata ora come necessità, ma le necessità si esplicano nel paese di residenza e non fuori, proprio per contenere la mobilità delle persone.

Per ciò che concerne l’attività motoria la stessa è consentita in prossimità della propria abitazione, ai sensi dell’art 3 punto e) del DPCM del 3 novembre, ma a differenza della volta scorsa in cui un’ ordinanza regionale aveva definito i metri di distanza, stavolta la distanza – almeno per ora- non è definita.

Pregasi quindi i cittadini voler controllare periodicamente  questa rubrica in cui saranno espressi volta per volta, di concerto tra i sindaci, la Provincia e la Prefettura, le ultime interpretazioni autentiche delle singole limitazioni.

Alla prossima.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 05 Novembre 2020