9 settembre 2016 - Editoriale.

Data:
13 Luglio 2020
I 24 tablet per gli alunni della prima classe della scuola media sono arrivati da tempo, così come la prima dotazione di quadernoni, i libri di testo stanno arrivando in questi giorni.
In più per tutti i primini, e quindi anche per quelli della scuola elementare, ho fatto preparare delle magliette di benvenuto molto belle, di appartenenza alle nostre scuole di Pescate.
Sapere che su 24 alunni iscritti alla prima media solo 8 sono di Pescate, fa capire a tutti che senza l’apertura di questa scuola al territorio e senza i servizi scolastici comunali che l’hanno resa appetibile, il prossimo anno avrebbe decretato la parola fine  a questa struttura aperta oltre trent’anni fa e da cui sono passati centinaia di pescatesi.
le leggi scolastiche di oggi infatti non consentono più di tenere aperte strutture scolastiche con pochi iscritti.
Cinque anni fa appena eletto sindaco avevo ereditato una scuola senza una classe, senza una programmazione, senza servizi scolastici e leggevo negli insegnanti e nei genitori la rassegnazione di una scuola senza futuro.
In questi cinque anni è come se questa scuola  l’avessi presa per i capelli, l’ho presa e non l’ho più mollata,  me la sono tenuta stretta mentre arrivavano le tempeste, i numeri che non c’erano, i servizi da reinventare per renderla appetibile, la fiducia dei genitori da far ritrovare, e anche  i sindacati da affrontare.
Solo otto i ragazzini di Pescate nello scorso anno scolastico, solo otto anche quest’anno, ma sono convinto che anche solo per un ragazzino di Pescate, io questa scuola  l’avrei tenuta aperta lo stesso.
Anch’io tantissimi anni fa ho frequentato la scuola primaria G. Marconi di Pescate, allora era la sola scuola pubblica in paese perché la scuola media non c’era.
E la mia maestra di allora sta ancora bene e abita ancora qui a Pescate.
E mi ricordo che alla fine della quinta elementare, salutai tutti i miei compagni di classe e loro salutarono me dicendo: io vado a scuola alla Grossi, io alla Stoppani, io al Volta, io all’altra ancora.
Cinque da una parte, tre dall’altra e via così, erano scuole grandi quelle, di Lecco, con tanti iscritti e sezioni e ognuno di noi fu messo in una classe diversa.
Certo poi ci si rivedeva in oratorio ma non era la stessa presenza, non era la stessa continuità, le occasioni di incontrarci diminuirono drasticamente. Non era la stessa cosa.
E tutto perché allora la scuola media a Pescate non c’era, finita la quinta elementare finiva lo stare assieme tra di noi bambini e tra i nostri genitori, finivano i giochi all’intervallo, finiva la mamma che ci veniva a prendere a piedi.
Io queste cose me le ricordo ancora e sono anche quelle che mi spingono a proseguire e a non curarmi delle critiche di chi dice ad esempio che con tutti i nostri servizi stiamo comprando i bambini  e i loro genitori.
Con questi servizi noi abbiamo impedito che la scuola media chiudesse e a questa scuola stiamo dando un futuro.
Certo poi la qualità formativa e didattica non dipende da noi ma dai professori e dall’organizzazione scolastica, ma la nostra parte l’abbiamo fatta fino in fondo e forse di più.
Un tempo , finita la quinta elementare finiva lo stare assieme tra i bambini e tra i genitori, finivano i giochi all’intervallo, finivano tante cose.
Così invece  continuano  e continueranno ancora questi tempi, finita la quinta elementare continuano e continueranno le scuole di Pescate.
Buon fine settimana.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020