4 novembre 2016 - Editoriale

Data:
13 Luglio 2020
La tragedia del viadotto di Annone, al di la delle responsabilità su cui farà luce la magistratura, è sintomatica del fatto che in questa Nazione manchi la cultura della manutenzione, non solo in ambito stradale ma in ogni campo.
Certo, a volte far manutenzione con le leggi che ci sono, è come rifare un’opera pubblica, ma io credo che le manutenzioni siano addirittura più importanti delle nuove opere perché da esse dipende la sicurezza dei cittadini.
Un’opera pubblica nuova è ovviamente sicura – o almeno dovrebbe esserlo – dal giorno stesso dell’inaugurazione  e presumibilmente per almeno dieci anni, il tempo diciamo di garanzia del costruttore.
Ma non si sa mai fino a quando, perchè anche se il progetto delle manutenzioni è obbligatorio già in fase di realizzazione dell’opera, il più delle volte è solo carta che nessuno riaprirà mai.
Conviviamo quotidianamente con strade piene di buche e avvallamenti, con parchi pubblici costruiti e poi trascurati, con recinzioni cadenti, con lampioni sempre spenti, con scuole poco sicure, addirittura con i giochi per bambini che non hanno mai visto manutenzione.
Ma soprattutto con amministratori e funzionari che a volte non si prendono  la responsabilità delle proprie azioni, che non tocca mai a loro intervenire ma sempre a quell'altro, sempre a qualcun altro.
Certo, ho letto da qualche parte, mica è facile chiudere un ponte perché si stacca il copriferro del calcestruzzo; Si rischia una denuncia  per interruzione di pubblico servizio o abuso d’ufficio se poi il provvedimento, alla luce delle verifiche, non risulta necessario.
Ma questi sono i rischi che corrono le persone che sono ai luoghi di comando, se non vuoi correre questi rischi cambi mestiere o lasci l’incarico.
L’ho detto anche al discorso del 1 novembre: Io se vedessi una vistosa crepa sul Terzo Ponte o distacco di calcestruzzo manderei subito gli stradini con le transenne a chiudere il ponte anche se non è del Comune.
Prima lo chiudo e poi avviso l’Anas che l’ho chiuso, e faccio l’ordinanza relativa.
Del resto non sarebbe neanche la prima volta che intervengo sulla viabilità di un ponte dell’Anas.
Se mi va bene divento l’eroe del giorno, se mi va male salgo sul banco degli imputati, ma ho fatto quello che dovevo fare, perché è il sindaco il primo garante della sicurezza dei cittadini e di quelli che transitano sul suo territorio e se vede un pericolo o presunto tale deve intervenire.
Invece si interviene sempre dopo, e nel frangente mettendo il limite di carico su tutti i viadotti del territorio o addirittura chiudendoli anche ai pedoni.
Col paradosso che il giorno prima su quei ponti ci potevano transitare carichi eccezionali da decine di tonnellate in totale libertà, il giorno dopo pesano troppo anche le persone che ci camminano.
Intanto ci resterà impresso per tanto tempo, e a qualcuno per sempre, quel video che ha fatto il giro del mondo.
Traffico regolare sulla Statale 36: Passa una macchina rossa, poi un'altra auto bianca...
...Poi un'Audi bianca non riesce a passare.
Buon fine settimana.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020