16 dicembre 2016 - Editoriale

Data:
13 Luglio 2020
Nel giro di pochi anni siamo passati da una scuola secondaria di primo grado vacillante e con pochi iscritti ad una scuola in pieno boom di partecipanti e consensi, tanto che, come ribadito ieri sera dal Dirigente Prof. Tiziano Secchi in sala civica, non sarà possibile formare più di una classe prima il prossimo anno.
In alcuni degli oltre quaranta genitori presenti in sala civica, gran parte dei quali provenienti da altri comuni, serpeggiava la preoccupazione di non riuscire ad iscrivere i bambini a Pescate per eccesso di alunni, ma c'e' da rimarcare il fatto che sui 21 bambini uscenti dalla classe quinta elementare di quest'anno che ovviamente hanno la priorità, secondo previsioni non più di 15/16 si iscriveranno a Pescate e quindi lo spazio per altri iscritti c'e' tutto.
Secondo i dati anagrafici in mio possesso, per almeno nove anni teoricamente non avremo problemi di iscrizione alla scuola in raffronto al numero di bambini nati e residenti a Pescate in questi anni, anche tenendo conto di alcune "fughe all'estero".
Questo mette tranquillità all'Amministrazione comunale e alla famiglie, ma non per questo vogliamo ridurre i servizi resi in questi anni, che hanno consentito davvero di fare la differenza rispetto alle altre scuole.
Perchè parliamoci chiaro, senza questi servizi messi in campo dal Comune la scuola media sarebbe andata incontro a morte certa: Con i sei pescatesi su ventiquattro alunni che ci sono adesso in prima media, o gli otto pescatesi in seconda media non ci sarebbe stata altra possibilità.
Aprire la scuola al territorio ha quindi  consentito di salvarla.
Ha consentito di fare in modo che i ragazzi pescatesi potessero continuare la scuola in paese, accanto ai loro compagni, continuando il percorso di crescita e di socializzazione loro e dei loro genitori.
Ha consentito di evitare ai ragazzi di Pescate di alzarsi presto al mattino e tornar tardi al pomeriggio per il dover frequentare le altre e più lontane  scuole del territorio.
ha consentito di non far cambiare compagnie, abitudini e luoghi.
Ha consentito di continuare a rimanere in un ambiente protetto e a misura di bambino e ragazzino.
Certo, con servizi scolastici  così evidenti e appetitosi che altri comuni non offrono, corriamo il rischio di avere frotte di bambini fuori dai cancelli che vogliono iscriversi qui, ma questo potrebbe far nascere nei pescatesi la consapevoelzza di avere una scuola che merita, e che non ha senso cercare fuori quello che si ha in casa.
Perchè quello che forse alcuni pescatesi non hanno ancora capito è che questa scuola, la NOSTRA scuola come recita il grande cartello affisso all'ingresso del cancello, è qualcosa di più di un semplice luogo di studio, di crescita e di socializzazione dei nostri ragazzi.
Questa scuola è una parte dell'azione di un intero paese, del sindaco, dei suoi consiglieri, è un'isola protetta, curata da vicino come un genitore cura un bambino.
In questa scuola non stiamo ad aspettare che l'Istituto comprensivo Lecco 4 compri i tavoli, le sedie, i computer e tutto il resto, perchè queste cose le comperiamo noi.
In questa scuola non stiamo ad aspettare i finanziamenti esterni per i corsi, i progetti, le attività e tutto il resto perchè ci pensiamo noi.
In questa scuola l'erba delle aiuole non supera mai i cinque centimetri di altezza, e tutto il complesso sembra un college inglese, ordinato e pulito perchè ci pensano gli stradini comunali.
Questo senza parlare dei servizi scolastici extracurricolari resi alle famiglie, che ormai tutti conoscono anche oltre i confini di Pescate.
E infatti ieri tre mamme di Olginate mi hanno manifestato la preoccupazione di non riuscire ad iscrivere a Pescate i loro figli, che erano li con loro.
Come ha manifestato il dirigente scolastico prof. Secchi infatti ormai tutti vogliono iscrivere i propri figli a Pescate e per tutti non c'e' possibilità.
Dobbiamo certamente mantenere il giusto equilibrio ed evitare di " ingrassare" eccessivamente la scuola, perchè avere più sezioni non serve alle necessità del paese.
Però questo successo dimostra anche che è possibile andare in controtendenza nonostante il generalizzato calo delle nascite,  e far brillare scuole dove in altre realtà invece chiudono o si accorpano.
Ci vuole cuore, passione e determinazione come in tutte le cose.
In via Giovanni XXIII c'e' una piccola isola nell'isola, la San Giovanni XXIII.
Forse da fuori sembra anche una scuola qualsiasi.
Ma è davvero molto, molto  di più.
Buon fine settimana.





 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020