23 dicembre 2016 - Editoriale

Data:
13 Luglio 2020
L’8 gennaio prossimo ci saranno le elezioni per il rinnovo del consiglio della provincia  di Lecco.
Elezioni aperte soltanto ai sindaci ed ai consiglieri comunali, da quando le province, con la riforma Del Rio sono diventati organi di secondo livello e cioè non elette direttamente dai cittadini.
Volevano fare così anche con il Senato, ma i cittadini il 4 dicembre bocciando la riforma costituzionale lo hanno impedito.
Con il loro NO al referendum gli italiani hanno ribadito tra le altre cose che vogliono continuare ad andare a votare, anche per le province, che adesso non saranno più abolite.
Le province quindi al pari dei comuni, delle regioni e dello Stato sono dei cittadini e devono essere loro e solo loro a decidere chi li deve governare.
Invece non i cittadini ma solo noi amministratori comunali  dovremmo andare a votare i consiglieri provinciali.
Sia il mio voto che quello dei miei consiglieri comunali sarà però un voto però inutile perché i giochi sono già fatti.
Infatti siccome la maggioranza dei sindaci e consiglieri comunali che governano i comuni del territorio lecchese sono di sinistra, si sa già da adesso chi saranno i vincitori.
Si sa già adesso che il PD si prenderà la maggioranza dei seggi, lasciando alle forze del centrodestra il ruolo di oppositori e il presidente sarà ancora Polano, il sindaco di Malgrate.
Non è mai successo in nessuna democrazia che si va a votare già sapendo chi sarà il vincitore, ed io dovrei prestarmi a questa buffonata?
E’ come se vi dicessero: Cari cittadini, andate pure a votare, però si sa già chi vince, al massimo potreste decidere chi saranno i consiglieri di opposizione, o tutti della Lega Nord, o tutti del Centro Destra oppure metà e metà.
Io, l’unico finora tra tutti i miei colleghi che ha preso una posizione contraria a questa barzelletta elettorale, sono sommerso da pistolotti e sermoni vari tipo: io invece vado a votare per senso di responsabilità, per spirito di servizio, per dovere istituzionale.
Ma dovere istituzionale cosa? Il mio dovere istituzionale è quello di fare il sindaco di Pescate, i miei cittadini mi hanno eletto per quello, non per fare il consigliere provinciale e neanche per andare a votare un consiglio provinciale già formato e stabilito.
Lo spirito di servizio e il senso di responsabilità  lo dimostro giornalmente facendo il sindaco e cercando di dare a questo paese quello che i miei cittadini vorrebbero, non certo portando acqua ai partiti del centrosinistra o un consigliere di minoranza in più al centrodestra.
Il No al referendum ha decretato che devono essere i cittadini a votare  per le province e che quindi in tal caso il risultato non sarà scontato, così  come per tutte le altre elezioni,  perché i cittadini non sono legati da vincolo di appartenenza politica, che lega invece molti sindaci e consiglieri comunali.
In un Paese normale queste elezioni non si sarebbero neanche svolte.
A fronte dei risultati del referendum si sarebbero congelate in attesa di predisporre le leggi per far tornare i cittadini a votare per il consiglio provinciale, in cui avrebbero trovato posto non solo i consiglieri o i sindaci ma anche i rappresentanti della società civile o cittadini qualsiasi.
L’attuale presidente Polano, pur eletto legittimamente, non rappresenta i cittadini della provincia di Lecco, ma solo i consiglieri comunali della provincia di Lecco che è cosa ben diversa.
E poi, con tutto il rispetto che porto a quel galantuomo di Polano, un sindaco deve fare il sindaco, non può amministrare anche un’intera provincia altrimenti annacqua la sua azione e rischia di non far bene ne' da una parte e neanche dall’altra come sempre succede quando si vuole tenere il piede in due scarpe.
I precedenti presidenti della provincia di Lecco  eletti dal popolo, Anghileri, Brivio e Nava facevano solo i presidenti non gli amministratori comunali.
Anche perché tenendo il piede in due scarpe come possono sostenere la causa del loro  comune se magari quella causa va contro l’interesse della provincia?
Io non mi presto a usurpare di fatto un’elezione che deve riguardare solo i cittadini della provincia e che invece adesso nel risultato è già stata stabilita dai partiti, per cui l’8 gennaio farò quello che più mi piace fare:
Restare a Pescate.
Buon Natale e a martedì prossimo.
 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020