20 gennaio 2017 - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
“E’addirittura  più bella di cinque anni fa quella aiuola, la vedo tutti i giorni passando: Il giardiniere ha  fatto un bel lavoro ma i tuoi stradini tenendola così bene e per così tanto tempo, ancora di più”.
Ci eravamo scambiati gli auguri prima di Natale e io gli avevo detto che però quella nuova  alla rotonda del Terzo Ponte era ancora più bella. Parlavamo spesso del paese e a lui piaceva come era, bello pulito, ordinato, con i fiori.
Era la sua oasi di pace quando tornava a casa.
Ogni tanto mi telefonava per dirmi che ero sempre sui giornali, che Pescate era sempre al centro dell’attenzione e si parlava di tutto quello che riguardava il paese.
Me lo fece conoscere Lorenzo Bodega ex sindaco di Lecco, loro erano molto amici e Lorenzo nel 2011 quando venne a Pescate alla serata di presentazione della mia lista alle elezioni amministrative, me lo presentò.
A lui piaceva molto l’asilo di Pescate. E’ il  nostro futuro mi diceva, noi diventiamo vecchi ma l’asilo rimane sempre giovane.
Ogni tanto lo chiamavo chiedendo di dare un’opportunità a qualche giovane, ma anche meno giovane che aveva perso il lavoro in questi tempi grigi, e lui mi diceva solo: Mandamelo giù che vediamo.
E poi tante altre cose, tutte belle ma che non si possono dire, perché so che non vorrebbe mai, discreto e riservato com’era, che il bene  si fa in due diceva: Chi lo fa e chi lo riceve e nessun altro.
Mi venivano in mente le sue parole in chiesa, in mezzo a tanta gente che non conoscevo, con due autobus pieni dei suoi operai, alcuni anziani che erano entrati da lui coi calzoni corti, fuori dalla chiesa perché ci sarebbero volute cinque chiese per contenere tutta la gente.
I suoi operai, che quando entravi da lui giovane ci uscivi per andare in pensione, cose che ormai sembrano d’altri tempi, come se fossero tutti una grande famiglia e anche in tempi di crisi la crisi non c’era, anzi.
Stava già realizzando altri capannoni, i tre esistenti non gli bastavano più, guardava sempre avanti, sempre in movimento, altro che pensione.
Altri posti di lavoro, altre occasioni, sempre in quel paese dove aveva iniziato il padre, sempre li dove ci sono vaste aree industriali, dove non c’e’ un cittadino che non abbia un parente che lavori li dentro.
Mi venivano in mente le sue parole in chiesa, io seduto nella parte di destra, dove si sedeva sempre lui a tutte le messe comandate.
Lui insieme alla moglie, una donna molto bella che gli è stata vicino fino alla fine, come sempre ti stanno vicino le persone vere.
Tenendoti la mano, non lasciandoti un attimo, negli ospedali, nei letti di ospedale che quando guardi fuori non vedi le dolci colline di prato che degradano verso il lago come era a Pescate.
Comunque a Pescate, alle 20, alle 20,30, alle 21, si arriva qui per riposare alla sera e alla fine  anche  per riposare per sempre.
Benvenuti a Pescate, le Torrette, poi metti la freccia, la solita svolta a sinistra e il passaggio davanti all’aiuola.
Chissà se il suo giardiniere glielo avrà mai detto che ha la forma di pesce, con l’occhio nell’ulivo, le pinne nelle violette d’inverno e nelle begoniette d’estate, e la coda  nei sassolini bianchi con l’erika.
L'aiuola a pesce di Pescate, pulita, essenziale, discreta, senza fronzoli.
Più bella di cinque anni fa, ancora più bravi di cinque anni fa gli stradini di Pescate.
Buon fine settimana.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020