24 febbraio 2017 - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
I nostri tabelloni pubblicitari da un paio di anni a questa parte stanno facendo il tutto esaurito.
Da quando li abbiamo in gestione direttamente come amministrazione comunale, non c’e’ più uno spazio libero e abbiamo richieste che non riusciamo a soddisfare.
I manifesti 6x3 metri sulla provinciale gestiti da noi ma anche quelli  privati gestiti dalle società di pubblicità che costano di più, sono spazi preziosi.
Tantè che anche i cittadini di Pescate cominciano ad avere richieste per far posizionare sulle facciate delle proprie  case questi impianti, e presso l’ufficio tecnico una di queste domande è in fase di istruttoria.
Mettere manifesti pubblicitari a Pescate insomma sta diventando un affare e viste le richieste abbiamo provveduto a trasformare ad esempio due impianti 6x3 in un impianto unico 13x3 metri, forse il più grande della provincia, che è stato immediatamente prenotato per un anno intero da un mobilificio e una concessionaria di autovetture.
Il motivo di questo boom non è facilmente spiegabile.
Pensavo fosse dovuto al fatto che su una provinciale da trentamila circa veicoli giornalieri l’esposizione pubblicitaria portasse a facili successi, ma il traffico c’e’ sempre stato anche prima, dove invece gli spazi vuoti c’erano eccome.
E la pubblicità a livello nazionale non è cresciuta, anzi, perché siamo ancora in piena crisi economica di consumi.
La spiegazione può essere quella che un manifesto posato negli spazi comunali costa di tasse solo 121 euro per 14 giorni che essendo una tariffa è un prezzo vincolato per legge.
Ma  gli impianti privati a prezzi notevolmente superiori sono pieni anche quelli, e qui ci può essere l’effetto traino dovuto ai nostri manifesti che esaurendosi subito fanno crescere l’attenzione sugli altri.
Anche i tre impianti 6x3 che ci sono in paese sono sempre pieni, quelli monofacciali  di piazza casetta acqua e rotonda del Terzo ponte gestiti da Radiocristal e quello bifacciale alla Pescalina fronte supermercato, gestito da Agap Italia.
Un po’ di “colpa” magari è anche mia, che con le mie campagne di salvaguardia dell’identità territoriale a mezzo di manifesti 6x3 ho pubblicizzato parecchio presso i mass-media gli impianti pescatesi.
Il manifesto ad esempio degli stradini di Pescate ha fatto scrivere e parlare ovunque, così come quello in cui scrivevo che qui non si paga la tassa di soggiorno, o quello su Pescate isola felice, o sulla protezione civile.
Le società di pubblicità sono così contente di Pescate che vorrebbero mettere impianti non solo sulle facciate delle case ma anche sulle sponde del lago.
Addirittura le pensiline degli autobus che prima non interessavano a nessuno, sono adesso motivo di richieste.
 Il boom pubblicitario mi porta a contenere e limitare anche i miei manifesti giacchè ogni volta che ne metto uno dei miei, tolgo al Comune l’incasso di 121 euro.
Vedremo di trovare spazi nuovi visto che ognuno di questi porta un incasso al Comune di circa 3000 euro annui  lordi.
Magari un bello spazio per un impianto  luminoso a cristalli liquidi come quelli che si vedono nelle grandi città, dove con un semplice computer si cambiano i manifesti in tempo reale anche più volte al giorno e di notte.
Per le società di pubblicità che vogliono investire su Pescate, sarebbe una bella opportunità.
Buon fine settimana.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020