12 maggio 2014 - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
Il difficilissimo cammino che abbiamo intrapreso da qualche anno, sta iniziando a dare i primi timidi germogli che ci inducono e ci spronano a proseguire nell’azione di rendere balneabili le nostre sponde del lago.
E’ notizia di questi giorni infatti che l’Asl di Lecco ha inserito la spiaggetta della Punta di Pescate tra quelle sottoposte ai prelievi al fine di accertarne la balneabilità.
Il primo risultato è stato negativo, le acque non sono idonee alla balneazione, come quelle di buona parte delle spiaggie controllate, ma il passo importante è stato quello di portare la spiaggia de La Punta alla stregua delle più rimomate del Lario Lecchese da sottoporre a controlli di balneabilità.
E’ un percorso questo che dura anni, è infatti dal 2012 che ho chiesto e ottenuto dall' ASL di mettere quella spiaggia tra le controllate e di sottoporla ad un processo di campionamento che dura in media cinque anni prima di annoverarla tra le spiaggie da monitorare come idonee o meno alla balneazione.
Perché proprio quella parte di lago? Perché è quella storica dove tanti pescatesi - compreso io da piccolo - andavano ai tempi a fare il bagno, e quella che si presta meglio come conformazione, entrando proprio a punta nel lago.
Perché acque balneabili? Innanzitutto per far tornare il lago frequentato dai pescatesi, non solo le sponde come adesso, ma le acque in quanto tali.
Rendere le acque buone per il bagno renderà più forte il nostro legame con il lago e favorirà il turismo vero.
Se davvero vogliamo puntare sul turismo infatti non potremo mai avere un paese veramente turistico con le acque non balneabili, per quanti sforzi di promozione e di organizzazione eventi sul lago possano fare il sindaco, le associazioni o gli operatori turistici.
Le sagre, gli eventi, la ciclabile a lago, la promozione del territorio sono fondamentali, ma a mio avviso  le acque balneabili sono quel qualcosa che da solo qualifica turisticamente un paese.
Spero di riuscire a sentire un giorno tra la gente di Pescate la frase: Andiamo a fare il bagno nel lago soppiantare l’attuale: Andiamo in piscina.
Il primo campionamento ufficiale dopo anni di monitoraggio dicevo, non è stato positivo ma me lo aspettavo, come mi aspetto così anche i prossimi.
Secondo le analisi effettuate, ci sono  tracce di colibatteri, dovuti probabilmente a versamento di fognatura nel lago in quel tratto, che inficiano  la qualità dell’acqua.
Nonostante ci sia infatti da anni – almeno dal 2010 – l’obbligo di immissione in fognatura delle acque nere, è probabile che alcune utenze scarichino ancora nel lago nonostante il paese sia servito completamente – a parte in piccolo tratto in via S. Alessandro di prossimo completamento – dalla rete fognaria pubblica.
Comportamenti contrari alla legge e non ammissibili per l’ambiente, soprattutto alla luce della nostra volontà di  miglioramento sostanziale della qualità delle acque del lago.
Nelle prossime settimane quindi scatterà la tolleranza zero  per gli inadempienti, con controlli mirati a mezzo coloranti  e ordinanze di allacciamento, mie o dell'ente che si occupa per legge delle reti fognarie.
Ordinanze di allacciamento in primis per chi ancora scarica anche solo in parte fognatura in quello specchio d’acqua, ma l'intenzione è  quella di controllare la conformità di tutti gli scarichi a lago del paese.
Non sono indagini e conseguenti opere che si fanno dalla sera alla mattina e quindi non  saremo pronti per il campionamento acque Asl di settembre, ma conto per la prossima stagione turistica di avere  un evidente miglioramento.
C'e' poi da considerare  il problema alghe che sicuramente non aiuta, ma con acque migliori sicuramente avranno più difficoltà a proliferare nel bacino, anche alla luce del fatto che in questi ultimi anni la loro presenza è sensibilmente diminuita.
E' una bella sfida che tutti insieme dobbiamo vincere, per un lago pulito e di qualità, come il resto del paese.
Buon fine settimana.

 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020