16 giugno 2017 - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
Sulla cosidetta “Grande Lecco” , il fatto cioè di unire Lecco e i comuni dell’immediato circondario in un'unica grande entità comunale ho le idee chiarissime.
E le ho manifestate in un convegno organizzato una decina di giorni fa dall’associazione culturale “Appello per Lecco” presieduta dal prof. Riccardo Zanini, partecipando unitamente ad altri sindaci del circondario ed ex sindaci della città di Lecco.
Uno degli organizzatori, l’assessore al comune di Lecco Corrado Valsecchi, chiamandomi sul palco ha fatto riferimento ad una mia frase apparsa sui giornali e cioè che” Non un sasso di Pescate entrerà nella Grande Lecco”.
Ed è una frase che rende bene l’idea di quello che penso a proposito e che credo pensino la maggior parte dei cittadini, non solo di Pescate.
Entrare nella grande Lecco vorrebbe dire diventare una frazione di Lecco come Chiuso, Laorca, Bonacina ecc. Dove per avere  alcuni servizi ci si deve organizzare in comitati o quasi, basta vedere la questione sulle scuole.
Immaginiamo per un attimo che questa idea possa materializzarsi, ed ecco a mio avviso gli scenari, dovuti ad una inevitabile minore attenzione al territorio:
Con Pescate frazione di Lecco la nostra scuola media verrebbe chiusa dopo tre anni, con buona pace di tutti gli sforzi compiuti per elevarla a scuola di qualità e di servizi alle famiglie.
I nostri curati  parchi a lago diventerebbero prede di merenderos e ricettacolo di rifiuti, i bagni chimici smantellati perché tanto c’erano solo qui, farebbero le sagre delle bombolette spray chiamando writer anche dall'estero a portare arte sui muri di Pescate.
Almeno si uniformerebbero le erbacce sugli svincoli del Terzo Ponte, con infestanti parimenti distribuite tra quello di Pescate e quello del Bione.
Le aree gioco per bimbi con poca  manutenzione e con soli tre tagli all’anno invece degli otto tagli nostri, riporterebbero indietro il paese di  anni.
I tombini si riempirebbero di nuovo di terra invece che essere svuotati ogni anno ad agosto, le strisce pedonali e la segnaletica sparirebbero dalle strade provinciali e la scritta Pescate nell’aiuola, se non l’aiuola stessa,farebbe la stessa fine.
Niente più pranzo dell’anziano, niente più cena del giovane, niente più confezione natalizia agli ottantenni, ai volontari, niente più borse di studio, niente più regalo ai primini delle scuole.
Niente più Giochi della Gioventù perché non tocca al comune organizzarli, niente più contributi alle associazioni.
Saremmo solo una periferia di questa Grande Lecco, con tutti i problemi di sicurezza delle periferie delle medie e grandi città.
I vantaggi? Se ci sono faccio fatica a vederli. I risparmi per il cittadino? Nei piccoli paesi le tasse comunali sono inferiori, i tempi di risposta degli amministratori comunali pure, l’efficienza e la rapidità d’intervento anche, nonostante la burocrazia.
E poi chissà, il parco Addio Monti delle feste, pieno di container per ospitare i migranti sfrattati dal Bione, proprio dalla parte opposta del lago, perché anche il rione di Pescate dovrà contribuire all’emergenza.
E la signora Maria che per rifare la carta d’identità magari dovrà attraversare il ponte invece che andare in municipio a piedi come ha sempre fatto, e il signor Giovanni che non riceverà più a domicilio le cartelle già precompilate per pagare le tasse comunali, ma dovrà darsi da fare per reperirle.
E il signor Arcibaldo disoccupato prossimo alla pensione che non potrà andare in pensione perché nessun grande comune  gli pagherà i contributi volontari che non può pagare lui, con 50 euro in tasca da far durare fino a fine mese.
Al posto degli Angeli Pescatesi ci saranno quelli di Lecco, se nel frattempo li avranno istituiti, e invece delle attivissime “Sentinelle pescatesi” ci sarà il gruppo facebook della città, che è più moderno e chic.
Il lago di Garlate diventerà il lago di Lecco, la ciclopedonale più bella della provincia quella di Lecco, il salotto lungolago di Malgrate diventerà il salotto  lungolago  di Lecco, la baia di Parè con i battelli la baia di Lecco.
Quindi a guadagnarci sarà la città di Lecco, il suo prestigio, la voglia di avvicinarsi a Como non solo turisticamente ma anche demograficamente.
La città di Lecco acquisirà tanti splendidi gioiellini che sono i comuni limitrofi e ingrasserà in considerazione e in notorietà, cancellando identità, peculiarità e tradizioni, uniformando tutto a sua immagine e somiglianza.
Sono sicuro che morirò prima.
Ma sono anche sicuro che qualche piccolo pescatese un giorno sindaco, saprà tenere lontano la nostra Piccola Svizzera dagli accorpamenti, salvaguardando la nostra identità territoriale, anche se non avrà vissuto le  mie campagne a riguardo.
“Campagna sulla salvaguardia dell’identità territoriale a cura del sindaco di Pescate”
Continueranno.
Buon fine settimana.
 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020