29 settembre 2017 - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
Sono tantissimi i messaggi, su Facebook soprattutto, e le telefonate di solidarietà che ho ricevuto in questi due giorni dopo l’inqualificabile scritta postata sulla facciata principale del municipio nella notte fra mercoledì e giovedì.
La prima telefonata è stata quella  del sindaco di Garlate Beppe Conti.
Sinceramente più che l’appellativo che mi han rifilato, mi ha dato fastidio il fatto che abbiano sporcato o meglio sfregiato, la facciata di quella che è la casa di tutti i pescatesi, il municipio che sei anni fa, appena divenuto sindaco avevo provveduto a far tinteggiare di un bel colore rosa, sia perché  ridotta dal tempo ad un grigio cupo multicolore, ma soprattutto perché essendo patrimonio di tutti i pescatesi la volevo bella come è bello il paese.
E devo dire che l'imbianchino  Maggioni fece davvero un ottimo lavoro.
Sono sei anni che il municipio e tutta l’area intorno ad esso, piena di vasi di  fiori e aiuole con essenze sempreverdi,  colorate con cordoli e con sassolini bianchi, rosa e granata,  con l’ulivo centenario donato dal volontario Marcello Maino, accolgono in un contesto molto curato e ricercato i pescatesi.
Ma da ieri quella scritta rossa con lo spray posta poco sotto la scritta verde “Municipio”,nel cuore quindi di Pescate, è uno sfregio al paese.
Perché non è la solita scritta o le solite frasi stupide, adolescenziali  e impertinenti che quasi settimanalmente cancelliamo dai muri di Pescate quasi in tempo reale, ma è una provocazione bella e buona, considerato altresì che questi personaggi hanno sfidato senza pudore anche le nove telecamere installate nei dintorni del municipio.
Per esigenze d’indagine non posso qui dire se le stesse abbiano prodotto risultati o meno.
Forse non tutti sanno che un conto è lordare con le bombolette spray  i muri delle case, delle recinzioni o dei sottopassi, nel caso il reato è perseguibile su denuncia di parte.
Ma se scrivi sul muro del municipio scatta un reato penale diretto e si innescano dinamiche per cui intervengono d’ufficio le forze dell’ordine statali, con tutti i reparti dedicati, e il livello di attenzione sale in maniera esponenziale.
Quella facciata infatti rappresenta dal lato istituzionale anche l’Italia stessa, la civiltà di una nazione,  e se c’era una facciata che in assoluto proprio non dovevano toccare era quella.
Invece l’hanno fatto, stavolta hanno alzato il tiro e la gravità del gesto è tutta qui.
Non sappiamo se sono gli stessi writers che stanchi di vedere le loro “opere d’arte” cassate dopo un giorno abbiano deciso di alzare il livello del danno, oppure se sono gruppi organizzati in sfida verso le posizioni  decise e risolute del “sindaco sceriffo”, come ormai sono chiamato, non con dispiacere.
Ma comunque sia resta un gesto sconsiderato.
Per quanto riguarda la mia persona, la cosa non mi preoccupa – non è la prima volta, lo scorso anno gli anarchici sui muri dell’ex pizzeria mi avevano già preso di mira – ma è  indubbio che qualche apprensione alla mia famiglia questa situazione la crea.
So bene di essere uno dei sindaci mediaticamente più esposti per via di certe mie risolute posizioni, ma sono sempre stato così fin dalla mia prima elezione, non è da adesso.
Quello che è certo è che anche quella scritta dalla facciata del municipio sparirà presto, anzi, è già sparita, cancellata già ieri da un coprente bianco, in attesa di ridefinire la tinta come quella di prima, quella esistente.
Mi ricordo che gli anarchici lo scorso anno scrissero per ben tre volte una frase sui muri dell’ex pizzeria, prima di arrendersi ai pennelli dei nostri stradini comunali.
Perché alla fine sono gli altri ad alzare bandiera bianca, mentre le nostre bandiere, quelle accanto al  municipio, tutte colorate, sventolano e sventoleranno  sempre in alto.
Buon fine settimana.
 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020