27 ottobre 2017 - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
E così dal 6 novembre prossimo, il Ponte Vecchio sarà di nuovo chiuso al traffico ma in maniera totale, dalle ore 8,30 alle ore 16,30 per tre settimane, per lavori di posa di una nuova illuminazione.
Dopo ormai quattro anni dalla chiusura della corsia in entrata e dopo averlo cioè trasformato a senso unico, e dopo ancora averlo reso a mio avviso un “budello arrugginito” mettendo quelle opinabili protezioni laterali, il proprietario del ponte e cioè il comune di Lecco,  ha deciso di chiuderlo, proprio sotto Natale, tanto rimangono i ponti di Pescate e di Malgrate a smaltire il traffico in uscita ed in entrata al capoluogo.
Intendiamoci, se ci sono lavori da fare sul ponte si fanno, ci mancherebbe altro, ma una tempistica condivisa con gli altri comuni limitrofi, che sono quelli che poi pagheranno le scelte in termini di altro traffico oltre le ore di punta, sarebbe stata doverosa.
Il problema è che in questa provincia, manca proprio un organismo sovraccomunale che queste cose le gestisce unitamente ai comuni.
Il problema è che in questa provincia manca proprio la Provincia.
E non mi riferisco solo all’attuale di centrosinistra, perché anche quella di prima di centrodestra non è che fosse tanto presente - tanto è vero che io ho litigato con entrambe - visto che ha lasciato tranquillamente che il comune di Lecco chiudesse una corsia del Ponte Vecchio senza intervenire.
Così ognuno fa quello che vuole.
Praticamente non esiste o non è autorevole l’ente sovraccomunale di riferimento naturale,  ragion per cui ovviamente qualche pugno sul tavolo dobbiamo batterlo noi, per non finire tra i vasi di coccio come don Abbondio.
Perchè l’Anas senza un ente che le fiati sul collo, fa fatica a smuovere tutta l’elefantiaca burocrazia che grava sul progetto del nuovo ponte Pescate-Bione che sarà quello che permetterà a Pescate e i comuni limitrofi di liberarsi dal traffico.
Ed ecco quindi che la parte attiva la deve fare ancora una volta il sindaco di Pescate che, stanco delle parole a riguardo e volendo vedere qualche fatto, manda a dire all’Anas che è ora di finirla di sfruttare al massimo il Terzo Ponte per il traffico di Lecco e che si guardi a velocizzare la procedura del nuovo ponte sull’Adda, perché Pescate di pagare ancora dazi al traffico non ne può più.
Anche perché è noto e arcinoto che basta un tamponamento sul Terzo Ponte per paralizzare il traffico dell’intero lecchese se non dell’intera provincia, e che se ancora l’Anas non se ne rende conto, se ne renderà conto prossimamente, quando, in attesa di un riscontro certo sulla tempistica di approvazione del progetto ci penserà Pescate a suonare la sveglia.
Se non avessimo assunto, anche negli anni passati, delle posizioni “forti” sull’argomento viabilità, non ci sarebbe l’attuale  terza corsia sul ponte Kennedy per privilegiare il traffico proveniente da Pescate e probabilmente nemmeno il progetto per il nuovo ponte Pescate-Bione presentato in pompa magna anche alla stampa mesi fa.
E’ un anno giusto in questa settimana che il territorio lecchese non ha più il ponte di Annone, crollato in testa ad un povero automobilista di passaggio.
Il ponte di Isella è sempre da un anno interdetto al traffico veicolare.
Sappiamo tutti la situazione disastrosa della Lecco-Bergamo che avrebbe dovuto togliere il traffico dalla sponda opposta del lago.
Il ponte Pescate-Bione langue da mesi.
Tutto intorno nelle istituzioni tace o quasi, e le voci positive sono sempre più flebili e i cittadini sempre più sfiduciati.
Almeno c’e’ qualcuno, in questo clima ovattato e quasi rassegnato, che rivendica con forza soluzioni viabilistiche per le necessità dei propri cittadini e non solo quelli.
Buon fine settimana.
 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020