25 maggio 2018 - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
Sono ormai parecchie le volte che qui a Pescate siamo balzati agli onori della cronaca nazionale: Per il fatto che avevo chiuso il parco per maleducazione, chiuso per due volte il Terzo Ponte, per la vicenda dei carabinieri a villa Celentano, per gli Angeli pescatesi.
Ma non pensavo proprio che la vicenda del nostro volontario sullo scuolabus suscitasse tanto clamore dall’essere rincorso da una decina di giornalisti anche di grosse testate nazionali, tra ieri e oggi.
Sono riuscito comunque a far barriera intorno al nostro volontario e anche intorno al bambino e alla famiglia che devono essere tutelati, come tutti gli altri miei cittadini, dal polverone mediatico come si usa dire in questi casi.
Non ho mai parlato della nazionalità della famiglia, proprio per tutelarne la privacy e che non è comunque africana come scritto da qualche media.
E del resto ci sono famiglie africane anche a Pescate, molto ben integrate e brave persone, con figli ben educati e che mai si sognerebbero di rispondere in quel modo al volontario o anche solo ad un compagno.
La storia ormai  la conoscono tutti: un bambino viene sgridato dal volontario che accompagna  gli alunni della primaria sullo scuolabus perché si sta comportando male, e il genitore venutolo a sapere redarguisce pesantemente il volontario.
L'accompagnatore, che presta questo servizio da anni, entra nel mio ufficio in lacrime, martedì scorso, mentre stavamo in riunione di giunta, accompagnato dall’autista dello scuolabus.
Vedere un uomo di oltre settant’anni così turbato non è una bella cosa, specialmente sapendo quanto ci tiene ai bambini e ai sacrifici che fa per loro.
Non tutti lo sanno ma è giusto che si sappia, che  Marcello quando nevica, si alza alle quattro del mattino per spalare il cortile della scuola e il piazzale esterno affinchè i bambini non scivolino sul ghiaccio.
Oltre ad accompagnare i bambini sullo scuolabus per tre o anche quattro volte al giorno, al mattino aiuta i bambini ad attraversare la strada come “nonno vigile”.
E’ una persona timida e buona, apparentemente burbera col suo vocione, ma amata e benvoluta da tutti, specialmente dai bambini e dai loro genitori.
Ho fatto uscire ufficialmente il suo nome solo perché  sapevo che  solo con l’affetto e la solidarietà manifestata dai  suoi bambini e dai loro genitori sarebbe tornato sullo scuolabus.
E ieri ed oggi davvero in tanti lo hanno abbracciato, ringraziato e fatto piangere un’altra volta, seppure per il motivo opposto.
Aveva bisogno di sentire quell’affetto che gli è stato dimostrato, e sono contento per tutto il sostegno che ha ricevuto.
Mi dispiace solo che quel genitore non si sia rivolto direttamente a me come doveva fare, perché il responsabile sono io e non mi sono mai tirato indietro nel ruolo.
Gli avrei detto semplicemente che suo figlio per noi è come tutti gli altri, ma che un rimprovero detto col cuore è un valore da fare proprio, e da ricordare e non da rigettare.
Io ho tanti difetti, sarò anche selettivo sulle persone, ma sui bambini non transigo e vorrei davvero che avessero le stesse possibilità e gli stessi mezzi, senza differenze.
Non c’entra nulla con la vicenda, non so se l’ho mai scritto, ma io alla nostra ragioniera ho dato da tempo queste disposizioni. “ Si metta in contatto con le maestre e con le professoresse e se a un bambino manca qualcosa paghiamo noi. Non sia mai che qui a Pescate ci siano bambini  a scuola senza quaderni e matite, che non vanno in gita o alla mostra perché non hanno soldi, o che non mangiano in mensa perché non possono, paghiamo noi.
Anche se fosse uno sfizio, una figurina, una cazzata, ma se ce l’hanno tutti lo deve avere anche il bambino povero. Perché se lui non ce l’ha, se uno solo dei bambini non ce l’ha,  non siamo più una comunità  ma terra di nessuno.”
E  chi non la pensa così, mi scusi se uso in questo modo  i suoi soldi.
Buon fine settimana.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020