Rieccoci- EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
Tirava una bella arietta in riva al lago, e al pomeriggio, con  i giochi dei bambini  in ombra al monte Barro, si stava ancora meglio in quei giorni di inizio estate.
Come mio solito, nei miei giri in bicicletta o a piedi nei parchi, mi sedetti su una panchina del parco Torrette, nei pressi del parchetto Marco, dove è stato tagliato recentemente il pioppo colpito dal fulmine tre anni fa.
Intorno tanti bambini con un su e giù continuo dalle altalene e dai giochi.
Nessun cane perché nel parchetto Marco, come negli altri parchi gioco bimbi non  può entrare, e tanti nonni seduti o appresso ai piccoli più vivaci.
Li vidi entrare quei tre bambini, una di loro su una sedia a rotelle, età circa otto- dieci  anni accompagnati credo dai genitori.
Appena videro i giochi si lanciarono sulle altalene mentre l’altra bambina tenuta dolcemente sulla ciclabile in discesa, si posizionava vicino alla panchina accanto, dove trovavano posto  i genitori.
Guardava gli amichetti o i fratellini che salivano e scendevano e sorrideva della loro felicità ed esuberanza.
Seguiva anche gli altri bambini e commentava quando cadevano sui tappetini “Che pasticcione”.
Non poteva camminare ma era lucidissima e interloquiva perfettamente con tutti.
Magari una malattia ortopedica, o un incidente, chissà.
Prima di partire per le vacanze – 4 giorni di mare – vedi tra le newsletters che arrivano in comune un bando regionale per acquistare i giochi inclusivi, cioè quei giochi fatti apposta per i disabili. Da 10 mila e 25 mila euro a fondo perso finanziati dalla regione.
Mi ricordai di quella bambina, e chiesi dei preventivi ai nostri fornitori di attrezzature.
Spinto dall’entusiasmo di poter far qualcosa anche per i bambini disabili non mi accorsi però ad una prima affrettata lettura, che quei fondi erano dedicati soltanto ai comuni da 10 mila a 30 mila abitanti, non per tutti.
Il che comunque non è giusto perché anche se siamo un piccolo paese, abbiamo nei nostri parchi a gioco sul lago anche centinaia di visitatori al giorno  e sicuramente diversi bambini disabili.
Avevo chiesto il preventivo per due altalene, una per i bambini molto piccoli, con i seggiolini trattenuti da cinture di sicurezza, e una per i disabili in carrozzina che possono andare direttamente sull’altalena con la sedia a rotelle.
Costo complessivo circa 10 mila euro, proprio come il finanziamento minimo del bando, a cui comunque non potevamo partecipare.
Ma ormai era entrata dentro di me l’idea che queste altalene le dovevo mettere, c’era quella bambina che non mi usciva dalla testa, che mi era entrata dentro, apparendomi come un flash appena avevo letto del bando.
Ho pensato che comunque Pescate la sua parte verso questi bambini l'avrebbe fatta, anche senza i contributi regionali  e quindi le metteremo comunque quelle altalene.
E poi chissà, magari quella bambina non verrà più a Pescate e comunque magari è guarita, magari era una cosa temporanea.
Comunque nel caso lei, e gli altri bambini disabili che ci sono, e che verranno nei nostri parchi, la prossima primavera potranno salire anche loro sulle nostre altalene.
Ho voluto scrivere di loro in questo rientro nella mia rubrica "Giornalmente col sindaco", di solito l'editoriale lo scrivo il venerdi ma ho voluto anticipare.
Così, me lo sentivo.
Alla prossima.



 
 
 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020