5 luglio 2019 - Un territorio che non si arrende - EDITORIALE

Data:
13 Luglio 2020
Credo che ormai sia di dominio pubblico il fatto che domani mattina sabato 6 luglio chiuderò lo svincolo del Terzo Ponte, dalle ore 9 alle ore 12.
So che ci saranno molti disagi, non solo per i vacanzieri ma anche per tanti pescatesi che per andare a Lecco dovranno passare o per l’altra sponda del lago oppure transitare sul ponte Kennedy.
So anche che è una decisione che mi farà piovere addosso un sacco di critiche, anche feroci, di rischi, che mobiliterà come le altre volte anche la Digos per verificare se faremo davvero manutenzione, ma ho messo tutto in conto.
Quello che mi sento di dirvi è che io non posso più sopportare che le scelte viabilistiche di altri ricadano sempre su Pescate, che tutti i giorni al mattino per fare i due chilometri e mezzo che ci separano da Lecco ci vogliano venti minuti quando va bene.
Che se esci di casa in auto solo alle 7,20 col traffico che ti ritrovi passi anche mezz’ora in auto per poche centinaia di metri, e nei weekend si debba sopportare le code chilometriche in andata e ritorno dalla Valsassina o dalla Valtellina.
Pescate è troppo piccola per avere voce in capitolo e sto lottando contro i mulini a vento?
Può darsi, ma io sono un lottatore, me lo ha detto per la prima volta il mio docente di scienza delle costruzioni all’università , dopo che avevo rifiutato un 24/30 perché ne sapevo di più.
Magari non riuscirò a far costruire il nuovo Ponte Pescate-Lecco Bione che salverebbe dalle code tutti noi, ma ho il dovere di provarci in tutti i modi facendo una delle cose che so fare meglio e che dipende solo da me: Le manutenzioni.
Domani quindi con tutti gli stradini, una bella rappresentanza della Protezione Civile comunale e anche i City Angels saremo al lavoro sugli svincoli.
Ci sarò anche io perché  non lascio soli i miei uomini in una iniziativa che ho deciso io e della quale sono l'unico responsabile.
Sarò con loro a coordinarli e a confrontarmi, direttamente sulla carreggiata.
In questi anni di battaglie qualcosa ho ottenuto, e cioè la corsia di immissione diretta sul Ponte Kennedy per il traffico proveniente da Pescate e il progetto preliminare con ciclabile integrata del nuovo ponte Pescate – Bione appunto, ma lo considero  troppo poco per me e la mia gente.
Sono andato almeno cinque volte dall’Anas regionale a Milano ma non ho ottenuto che grandi promesse, e telefonate solo quando minacciavo qualche azione eclatante per far capire che quel ponte serviva.
Adesso che i funzionari regionali di  Anas han perso la mia fiducia, che sarà difficile riconquistare, ho cambiato interlocutore e a fine mese sarò a Roma, direttamente dal capo di Anas e cioè l’amministratore delegato ing.Massimo Simonini.
Io provinciale come sono che va a Roma sembra una barzelletta, visto che io sto ai viaggi come un esquimese all’equatore, ma per il mio territorio questo ed altro.
A quelli che mi hanno detto e che mi diranno che protesto per le code ma con la mia decisione le code le creo, dico solo che io lo farò  sporadicamente una volta, ma per tutte le altre volte che il traffico è in coda di chi è la responsabilità?
Quando succede un qualsiasi incidente e il Terzo Ponte collassa di chi è la responsabilità di non riuscire a creare un alleggerimento viabilistico che solo un nuovo ponte potrebbe dare?
Quanto costa ai miei cittadini in termini di qualità della vita, non la coda che ci sarà domani- annunciata e preannunciata da settimane -  ma tutte le migliaia di code che ci sono state all’improvviso e le migliaia che ci saranno ancora, finchè non si porrà rimedio ad una viabilità lecchese da Terzo Mondo?
E poi le code di domani saranno ricompensate da una manutenzione attenta, dal taglio di fronde di alberi che invadono la carreggiata, da cartelli stradali recuperati alla vista, da una rinfrescata alla segnaletica.
Ma tutte le code che ci sono ogni giorno sono la ricompensa di cosa?
E voi volete che un sindaco davanti a questa situazione faccia finta di niente o che si limiti a scrivere lettere ossequiose ai politici per perorare cause che dovrebbero essere state risolte da tempo dai politici stessi, provinciali, regionali o romani che siano?
Politici che per lavarsi le mani e abdicare al loro compito, sanno solo perorare la nomina di un commissario straordinario per la viabilità lecchese, quando anche i bambini  sanno che i commissari straordinari si nominano  quando si tratta di gestire l’emergenza terremoti, alluvioni o crolli di ponti?
No cittadini di Pescate.
Avrò lottato e lotterò contro i mulini a vento, ma nessuno, anche il più ostico dei miei avversari politici, potrà mai dire che io sia rimasto impassibile a guardare.
Non Dante De Capitani, ma il sindaco di Pescate domani, come tante altre volte, sarà ancora la voce di un territorio che non si arrende.
E non si arrenderà mai.
Buon fine settimana.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020