16-gen-20

Data:
13 Luglio 2020
Se le sanzioni ai condomini che non effettuano correttamente la raccolta differenziata sono diminuite drasticamente per effetto delle multe elevate, stanno invece aumentando le sanzioni a carico di chi utilizza i cestini portarifiuti posti  sulla ciclabile a lago e a monte in particolare, per gettare l’immondizia di casa.
Qualche giorno or sono una signora, cittadina di Pescate, è stata sanzionata con 100 euro per aver gettato sacchetti dell’umido nel cestino posto nei pressi di una fermata dell’autobus.
Avere 55 telecamere sul territorio da frutti anche in questo senso, mentre fino a poco tempo fa, in loro assenza, era difficile cogliere sul fatto i trasgressori.
Ma più che ad elevare sanzioni ci tengo che i cittadini capiscano bene perché non è consentito utilizzare i cestini pubblici per gettare l’immondizia di casa.
Innanzitutto scaricare l’immondizia nei cestini comunali vuol dire utilizzare il nostro personale, stradini in primis per i propri comodi, visto che gli stradini devono poi recuperare l' immondizia casalinga.
Ma il loro compito è quello di occuparsi della pulizia pubblica e non di quella privata.
In secondo luogo detti rifiuti intasano i cestini togliendo spazio a chi li debba usare per necessità o educazione.
In terzo luogo ogni cittadino di Pescate pagando la Tari cioè la tassa rifiuti, paga il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti gestito da Silea Spa che prende l’immondizia appena fuori da casa.
E la tariffa non dipende da quanti rifiuti si producono, ma solo dal numero di persone presenti nell’appartamento e dalla superficie dello stesso.
Quindi chi pensa che buttando i propri rifiuti nel cestino pubblico o peggio nel lago paga di meno, si sbaglia di grosso perché la Tari la paga comunque uguale.
In quarto luogo il sacchetto dell’umido infilato nel cestino pubblico diventa un rifiuto indifferenziato che ha un costo di smaltimento pari a 116,28 euro a tonnellata, mentre il sacco dell’umido raccolto fuori casa ha un costo di smaltimento di  71 euro a tonnellata che non è proprio una differenza da poco.
Quindi tu cittadino che butti il sacchetto dell’umido di casa tua nel cestino pubblico, fai pagare alla collettività il sessanta per cento in più di quello che costerebbe smaltire quel rifiuto.
Se poi invece dell’umido butti nel cestino la carta, è ancora peggio, perché fai pagare lo smaltimento della carta 116.28 euro a tonnellata quando invece smaltendola col secchio giallo costa  dieci volte di meno e cioè 12 euro a tonnellata.
E siccome la tassa rifiuti è un servizio che deve essere coperto al 100 per cento dal cittadino, se il Comune spende di più per il tuo comportamento, è obbligato ad alzare la tariffa a tutti, e  per colpa della tua pigrizia ci rimette quindi la collettività intera e questo non è giusto, ragion per cui in quinto luogo  ti becchi la sanzione ai sensi dell’art 64 del regolamento di polizia urbana.
Detto articolo recita infatti: E’ proibito depositare nei contenitori posti sulle strade comunali o nelle loro vicinanze sacchi e sacchetti di rifiuti urbani di qualsiasi natura.
Quindi 100 euro di sanzione la prima volta, che in caso di recidiva può arrivare anche a 400 euro, con risvolti anche penali nel caso di rifiuti pericolosi.
Non è questione di fare cassa come spesso si dice in questi casi, ma di far rispettare le regole per rispettare i cittadini che conferiscono correttamente i rifiuti.
E che non debbono pagare per il comportamento scorretto di pochi.
Alla prossima.

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020