11 aprile 2020 - EDITORIALE - Aggiornamento

Data:
13 Luglio 2020
Domani è Pasqua e sarà una festa completamente diversa dal solito.
Ci stringeremo intorno all’altare, come facciamo tutti almeno una volta all’anno, se non per fede, almeno per tradizione per chi non crede.
Ci stringeremo idealmente, col pensiero, perché non potremo star vicini, darci la mano, e solo immaginarlo lo scambio della pace.
Saranno messe celebrate in solitudine e trasmesse in internet come si usa fare adesso, con l’altare di Pescate, di Garlate o di Olginate sullo schermo delle Tv moderne o dei computer, o dei tablet o dei telefonini.
Con l'altare della chiesa di Olginate domani a Pasqua, alle ore 10,30 con il nostro parroco don Matteo in diretta sul canale Youtube che ci abbraccerà tutti.
Non sarà una Pasqua preceduta dai soliti tre giorni di Passione, perché la Passione ormai dura da diverse settimane.
Ed è una passione che ti brucia dentro piano piano, che senti sulla tua pelle da giorni, da settimane, come tanti cittadini, che si rinnova come le frustate  del venerdì santo diluite nei  tanti venerdì  dei giorni quotidiani, anche se il paragone è blasfemo, ma me lo perdonerete.
Non sarà la Pasqua di quando ero giovane, di quando mi confessava con Angelo e andavo a messa con i miei genitori. E nemmeno la Pasqua degli anni seguenti, di quando avevo il mio primogenito piccolo, e andavo dai padri passionisti di Carpesino a farmi confessare da Padre Walter.
Mi mancherà  come in tutte le pasque passate  l’ostia della Comunione,  che ormai son vent’anni che non posso più farla, e non ci si abitua facilmente  a star lontani dal corpo di Cristo.
Specialmente in questi frangenti.
Mi mancherà la chiesa strapiena di gente, il profumo dell’incenso, il coro parrocchiale,  l’inginocchiarsi in raccoglimento, i disegni con i pulcini, con  i bambini che scartano le uova contenti.
Mi mancherà non avere vicino fisicamente  tutta la famiglia al completo.
Mancheranno tante cose in questa Pasqua, a tutti noi.
Ci mancherà il giorno di festa, in questi giorni tutti uguali.
Ma c’e’ qualcosa che non può mancare in questa Pasqua di Resurrezione:
Una preghiera per i nostri ammalati che giunga nelle loro case o negli ospedali  e una per i nostri morti, che non abbiamo potuto accompagnare con il nostro affetto e riconoscenza nell’ultimo viaggio.
Ma lo faremo appena sarà il momento, lo faremo tutti insieme, non un attimo in  più di quel momento.
Non sarà triste nel frangente rinnovare il ricordo dei nostri morti, dar loro un abbraccio collettivo.
Non sarà triste come un funerale,  ma sarà come una festa ricordarli uno ad uno.
Buona Pasqua a tutti, cittadini di Pescate.
E restiamo in casa.
A stasera.

AGGIORNAMENTO                                                                                                                     
 
Nessuna novità nella comunicazione serale delle ore 19.35  da parte della Prefettura.
Rimangono quindi  9 (nove) i casi ufficiali e confermati di Covid-19 a Pescate.
Di cui tre guariti.
A domani.
 

Ultimo aggiornamento

Giovedi 30 Luglio 2020